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I Calanchi

I Calanchi di Atri, noti anche come “le Bolge dantesche” o “Grand Canyon italiano”, costituiscono la forma più suggestiva e spettacolare del paesaggio collinare adriatico, delle vere e proprie sculture naturali. Essi si estendono per circa 600 ettari, appena ad Ovest e Sud-Ovest di Atri. Le morfologie calanchive sono distribuite prevalentemente sul versante della sinistra idrografica del bacino del torrente Piomba, che scorre appena a meridione dell’area in studio con andamento all’incirca NW-SE. Solo il settore più settentrionale della Riserva ricade invece nella porzione più elevata del piccolo bacino del torrente Calvano.

 

COME NASCONO
I calanchi, la cui area è oggi Riserva Naturale, sono un fenomeno geomorfologico erosivo provocato dall’acqua, tipico del clima mediterraneo. Perché si formi un calanco sono necessarie alcune condizioni: terreno prevalentemente argilloso ma con una certa percentuale di sabbia, versanti con pendenza elevata ma non eccessiva, esposizione preferibilmente a sud, suolo sottile e clima caratterizzato da fenomeni temporaleschi e stagioni secche.
L’argilla è un terreno formato da particelle microscopiche di forma lamellare, che aderiscono fra loro. Quando l’argilla è asciutta, il terreno diventa secco e pulverulento, con crepe e fessure sulla superficie; quando è bagnata diventa “plastica” e può essere facilmente modellata con le dita. I minerali che la compongono contengono poche sostanze nutritive facilmente utilizzabili dalle piante, che attecchiscono faticosamente.
Su un terreno argilloso secco e fessurato, l’impatto violento delle gocce d’acqua di un temporale provoca la disgregazione di piccole particelle di terra; se la pendenza è abbastanza elevata l’acqua scorre velocemente in superficie e nelle fessure, asportando ulteriori particelle e creando una serie di rigagnoli (ruscellamento). Se le condizioni sono favorevoli, la velocità di erosione è superiore a quella di pedogenesi (cioè alla formazione di suolo adatto ad ospitare vegetazione). Il terreno si spoglia rapidamente del suolo, i rigagnoli s’ingrandiscono e si approfondiscono (erosione per fossi), aumentando di numero fino a disegnare un fitto reticolo idrografico in miniatura, con vallecole dai fianchi ripidissimi in cui l’erosione di fondo è più veloce di quella laterale (calanco).
Le particelle di argilla erose dall’acqua, che sono piccole e leggere, si accumulano alla base del calanco e vengono trasportate dai corsi d’acqua fino al mare.
Nella parte alta del calanco, invece, la pendenza è così elevata che il terreno argilloso non può essere stabile: piccole frane si staccano continuamente, provocando l’arretramento del calanco fino alla sommità della collina.

 

LA FLORA DEI CALANCHI
Nel 1979, i Calanchi sono stati dichiarati biotopo di rilevante interesse vegetazionale, dalla Società Botanica Italiana.
Nonostante la presenza dei calanchi possa far pensare ad un ambiente difficile per la vita delle piante, la Riserva ospita numerose specie.
Alcune aree boschive sono localizzate lungo i corsi d’acqua e sono costituite da Salici (in particolare Salice bianco) e Pioppo bianco, con Sambuco e Vitalba. Nel Fosso La Plaia si trova un denso popolamento di Frassino.
Attorno ai laghetti artificiali si osserva la presenza di specie idrofile come la Tifa, l’Equiseto, la Canna di palude e la Lenticchia d’acqua.
Alcuni terreni, un tempo coltivati, sono stati ricolonizzati da arbusti come il Prugnolo, la Rosa selvatica, il Biancospino, la Sanguinella, il Rovo e l’Olmo campestre.
Dove l’espansione è più avanzata si è creata una macchia fatta di Roverella e Pino d’Aleppo misti a Rosmarino, Ulivo, Sorbo domestico, Asparago e Vischio quercino, spesso ricoperti dall’Edera.
Altre aree sono occupate da recenti rimboschimenti effettuati con Leccio, Pino nero e Pino d’Aleppo.
Sui calanchi l’insediamento della vegetazione è arduo: le aride argille sono ravvivate da Cappero dei calanchi, Carciofo selvatico e Gladiolo selvatico.
Sui suoli sovrastanti i calanchi si insediano la Tamerice, la Ginestra odorosa e, utilizzata nell’industria alimentare fin dal 1811, la Liquirizia. Di particolare interesse, è la presenza del luppolo selvatico, nelle zone più umide del calanco (solitamente a valle), già utilizzato dagli abati locali sin dalla metà del 1200, per produrre birra.

 

LA FAUNA DEI CALANCHI
Nella Riserva dei Calanchi sono presenti alcune specie faunistiche di rilevante importanza. Tra gli uccelli, oltre a piccoli passeriformi come la Sterpazzola, l’Occhiocotto e il Canapino, è possibile osservare numerosi rapaci (Poiana, Gheppio e Sparviero) che nidificano con alcune coppie.
Nei pressi della Riserva sono stati segnalati il Falco lanario e il Falco pellegrino.
Tra i rapaci notturni, nei ruderi di alcune case coloniche e nelle cavità di grandi alberi nidificano il Barbagianni, la Civetta, l’Allocco e l’Assiolo.
Nei periodi di migrazione è possibile osservare l’Albanella reale e l’Albanella minore.
Tra i rettili segnaliamo il Cervone, la Biscia dal collare e l’Orbettino, tra gli anfibi il Rospo smeraldino dalla livrea pezzata.
Sono presenti numerosi mammiferi: Volpe, Riccio, Talpa, Lepre, Donnola, Faina, Puzzola, Tasso, Quercino e Moscardino.
Uno studio condotto nel 2004, ha inoltre rilevato, in Riserva, la presenza di ben 13 specie di chirotteri (pipistrelli) e micromammiferi, a testimonianza dell’elevata naturalità dei luoghi.
L’Istrice, simbolo della Riserva, è segnalato nell’area da oltre venticinque anni, nonostante le sue abitudini notturne e il carattere fortemente elusivo.

 

ATTIVITA’ NELLA RISERVA
Escursioni guidate pomeridiane.
Anche grazie alla vicinanza con il mare, ogni estate moltissimi turisti partecipano ai programmi escursionistici della Riserva. Guide qualificate accompagnano i partecipanti lungo i sentieri, alla scoperta dei segreti dei calanchi. Le visite si svolgono di pomeriggio e hanno una durata di circa due ore e mezza. Necessario un abbigliamento adeguato (almeno scarpe da tennis). Si consiglia di portare una borraccia, una macchina fotografica e/o un binocolo.

La luna e i calanchi
Questa suggestiva iniziativa consiste in visite guidate notturne al chiarore della luna piena, che conferisce al paesaggio un aspetto lunare. Gli escursionisti possono immergersi in un’atmosfera magica, contemplando le spettacolari formazioni calanchive in una luce decisamente inusuale. L’iniziativa riscuote ogni anno uno straordinario successo, sia tra i turisti che tra gli abitanti di Atri.

Festa delle Oasi
La Riserva è un’Oasi WWF e ogni anno organizza la festa con escursioni guidate, laboratori didattici, reintroduzioni in natura di animali, degustazioni di prodotti tipici.

Centro di educazione ambientale
La Riserva dispone di un C.E.A. (Centro di educazione ambientale), riconosciuto nel 2006 dalla Regione Abruzzo ed ormai meta di migliaia di studenti, durante tutto l’anno scolastico. Il Centro, si trova in località Colle della Giustizia, nel cuore della Riserva. Inoltre, nello stesso Centro, è ubicata la sede del Centro Studi Nazionale del Falco Lanario e Pellegrino.

Per informazioni sulle attività rivolgersi all’Ufficio della Riserva presso il Palazzo Ducale di Atri, tel. e fax 085.8780088, e-mail calatri@inwind.it, dove è possibile anche consultare la biblioteca naturalistica dell’Oasi e trovare materiale informativo e didattico sui calanchi.

Orario:
Estivo, 8:30 – 13:00 e 14:30 – 18:30
Invernale, 8:30 – 14:00 e 16:00 – 20:00

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